territorio

Seleziona il luogo che desideri scoprire 

Alano di Piave

Alano di Piave

Per chi parte dalla pianura veneta (Venezia, Treviso, Padova) in direzione del Feltrino, dell'Agordino o del Primiero, Alano di Piave è il primo comune della provincia di Belluno a confine con la provincia di Treviso. Si trova a metà della strada tra Montebelluna e Feltre ed è facilmente raggiungibile percorrendo la Strada Regionale 348 "Feltrina" fino all'abitato di Fener. Una via di accesso alternativa e panoramica è la strada provinciale n. 10 che, attraverso il passo del Monte Tomba, permette il collegamento con alcuni comuni della provincia di Treviso (Cavaso del Tomba, Pederobba e Possagno) oltre che a tutto il territorio del Massiccio del Grappa.

Il paese sorge a mezza collina, sulle pendici del versante orientale del Monte Grappa. Il territorio è situato quasi interamente all'interno di una conca glaciale che sbocca ad est lungo il fiume Piave.

Le origini del comune sono antichissime ed incerte. La presenza di un miliario romano a Fener testimonia la probabile presenza di insediamenti in zona già in età romana. L'etimologia del paese andrebbe ricondotta, secondo alcuni, all'orda barbarica degli Alàni, calati dalle steppe a Nord della catena montuosa del Caucaso e, secondo altri, più modestamente, alla lavorazione della lana, un tempo assai diffusa nella zona.

La Prima Guerra mondiale ed in particolare gli avvenimenti del 1917-'18, dopo la ritirata di Caporetto, rappresentano il più drammatico avvenimento della storia di Alano. Dal Novembre del 1917 fino alla fine del conflitto tutto il territorio di Alano si trasformò in un immenso campo di battaglia dove arrivarono a fronteggiarsi quattro eserciti: italiano e francese da una parte; austro-ungarico e tedesco dall'altra.
Sui monti alanesi (Monfenera, Monte Tomba, Col dell'Orso, Solaroli e Valderoa) sono state combattute grandi e sanguinose battaglie e sono caduti decine di migliaia di combattenti di numerose nazionalità.
La devastazione provocata dalla Grande Guerra ha compromesso quasi totalmente le testimonianze storiche ed artistiche più antiche presenti sul territorio alanese. Le chiese esistenti, pur di origine remota e documentata, sono state ricostruite tutte negli anni venti.

Tra le testimonianze storiche vanno citate la fontana settecentesca di Piazza Martiri, il miliario romano di Fener, il monumento ad Egidio Forcellini in località Ponte Tegorzo, alcuni resti della villa dei conti Franzoia a Colmirano.
Sul territorio sono diffusi anche molti capitelli che un tempo segnavano le stazioni delle "Rogazioni" (processioni con le quali si recitavano le preghiere propiziatorie per le campagne). Infine si segnalano numerosi monumenti ai caduti e molte lapidi commemorative della Grande Guerra, sparse su tutto il territorio.

Quero

Quero

Il paese è situato ad una quindicina di chilometri da Feltre, e si raggiunge facilmente attraverso la Strada Regionale "Feltrina" che conduce a Treviso. La storia di Quero è sicuramente legata alla sua collocazione geografica: il paese infatti, situato tra l'area montana bellunese e la pianura trevigiana, vicino a una stretta naturale della valle del Piave, è sempre stato snodo di comunicazione o punto confinante strategico.
Un primo insediamento nella zona risale probabilmente già all'età romana; testimonianze di questo sono alcuni ritrovamenti di lapidi funerarie, ma anche la struttura urbanistica originaria del paese fa pensare ad un centro di fondazione romana.

Quero comprende le frazioni di Schievenin, Carpen e Santa Maria, nonché la località di Prada dove si possono osservare originali formazioni rocciose denominate "Castelli di Prada".
Una zona di notevole attrazione naturalistica è la Valle di Schievenin, bagnata dal torrente Tegorzo. Nella valle, che presenta bellezze naturali e panoramiche davvero incantevoli, è possibile praticare l'arrampicata, nella palestra naturale di roccia, posta in fondo all'abitato.
Schievenin offre ai turisti un'area attrezzata a pic-nic e come strutture ricettive per gruppi di escursionisti, il Centro Giovanile Col della Croce e la Casa del Turismo Sociale con annesso osservatorio militare e la riproduzione di una piccola trincea tedesca.

Seren del Grappa

Seren del Grappa

Il territorio comunale di Seren del Grappa si estende quasi totalmente sui due versanti della lunga e profonda valle dello Stizzon; è pertanto un territorio montuoso, in cui appaiono pianeggianti solo il fondovalle e la zona della campagna, dove la valle stessa sbocca nella conca feltrina. Perno e cerniera di entrambi i versanti è il massiccio del Grappa (1776 m).

Alle quote più alte, e soprattutto in prossimità del Grappa, si aprono tra i boschi vaste conche prative di origine glaciale, destinate da tempi remoti all'alpeggio: le malghe. Esse testimoniano la vocazione agricola e silvo-pastorale del territorio serenese. Gli edifici che vi si trovano, caratterizzati dal tetto a "sfojarol" realizzato con frasche di faggio intrecciate e fissate secondo una secolare modalità, sono i testimoni ormai muti della cultura montanara.

Altri segni documentano invece la prima guerra mondiale; gli eventi cominciarono nel novembre del 1917, in seguito alla ritirata di Caporetto. Allora il monte divenne il bastione principale delle linee italiane, in quanto nodo di congiunzione tra il fronte degli Altipiani e quello del Piave.
Il Grappa ricorda anche la Resistenza, una lotta duramente pagata come denunciano i tremendi rastrellamenti del settembre 1944 e le successiva sistematica distruzione di tutti i casolari della vallata da parte dei nazi-fascisti.

Oggi il Grappa vuol dire soprattutto ambiente. Un piano d'area protegge e valorizza paesaggi inestimabili e bellezze naturalistiche di primaria importanza. L'opera secolare dell'uomo ha curato e garantito la salvaguardia di un monte che oggi permette splendide passeggiate, affascinanti escursioni tra l'eco di eventi storici e tradizioni alpestri e la testimonianza di una natura sostanzialmente integra e ricca di una flora e una fauna di estremo interesse.
I paesi sono ordinati e quasi totalmente rinnovati, ma non mancano nei vecchi cortili certi scorci di case che ripropongono i moduli tradizionali: le facciate a sassi, la scala esterna, i poggioli in legno.
Degne di nota sono anche quelle forme d'arte minore, quali le croci, le edicole, i capitelli affrescati, spesso di pregevole fattura, che costellano i paesi, i borghi montanari, i sentieri.

  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
  • 11
  • 12
  • 13
  • 14
  • 15
  • 16
  • 17
  • 18
  • 19
  • 20
  • 21
  • 22
  • 23
  • 24
  • 25
  • 26
  • 27
  • 28
  • 29

Valid XHTML 1.0 Strict Valid CSS Mozilla Firefox Bluefish Editor